Cosa fare in caso di assenza prolungata del capocantiere in un cantiere temporaneo o mobile?


AdobeStock 206944343 smallUna recente sentenza di Cassazione (n. 51530 del 15 novembre 2018), conferma che, in caso di infortunio in assenza del capocantiere, la responsabilità è da ascriversi al datore di lavoro, che pertanto deve farsi carico di prevedere tale assenza e di provvedere alla sostituzione del capocantiere, anche eventualmente con l’assunzione diretta dei compiti di sorveglianza e controllo.

La sentenza in questione riguarda un cantiere edile dove si stavano effettuando delle lavorazioni a oltre 6 m di altezza. Il capocantiere mancava da qualche giorno quando due lavoratori sono caduti riportando lesioni gravi. A seguito di perizia è risultato che gli infortunati indossassero la cintura prevista per l’ancoraggio alla linea vita, ma non fossero adeguatamente legati inoltre, la stessa linea vita non era completamente montata.

Il datore di lavoro, condannato, presenta ricorso, affermando come non fosse compito suo controllare in prima persona i dipendenti, bensì del responsabile di cantiere in materia di sicurezza o del preposto e confermando inoltre di aver reso disponibili tutte le attrezzature necessarie.

La Corte di Cassazione rigetta il ricorso. Dal quadro d’insieme emerge come nel cantiere l’aspetto della sicurezza fosse del tutto trascurato; nonostante si lavorasse in quota, il capocantiere era assente da diversi giorni e non era stato sostituito, sicché gli operai si auto-organizzavano per quanto riguarda la sicurezza, e il datore di lavoro non era mai presente in cantiere.

La Corte ricorda che nel caso in cui il capocantiere cui sia stato delegato il compito di assicurare il rispetto delle norme di prevenzione sia assente, deve essere ascritta a colpa del legale rappresentante della società, datrice di lavoro, la mancata previsione della supplenza di tale soggetto.