Ricorre oggi l'anniversario della tragedia di Marcinelle in Belgio. Molto è stato fatto da allora per la sicurezza sul lavoro, ma ancora non abbastanza.

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8 agosto 1956, nella miniera di carbone Bois du Cazier a Marcinelle in Belgio, divampa un incendio che uccide 262 minatori, per la gran parte emigrati italiani. Tragedia di cui oggi ricorre l’anniversario.

4 agosto 2018, un incidente stradale lungo la provinciale 105 tra Castelluccio dei Sauri e Ascoli Satriano provoca la morte di 4 braccianti impegnati nella raccolta di pomodori.

6 agosto 2018, in provincia di Foggia un furgone con a bordo 12 extracomunitari si schianta provocando la morte di tutti gli occupanti. Gli inquirenti non escludono si trattasse anche in questo caso di braccianti agricoli di ritorno dai campi.

Tragedie di entità molto diversa, in contesti completamente differenti, ma accomunate poiché coinvolgono dei lavoratori.

Quello di Marcinelle fu “uno dei più sanguinosi incidenti sul lavoro della storia italiana ed europea” come ha ricordato il Presidente Mattarella tramite Pietro Grasso. “Al sacrificio di quegli uomini” – ha poi spiegato Grasso – “noi dobbiamo il riconoscimento, a tutti i lavoratori che si trovano in Unione Europea, di diritti e garanzie (…) da qui è partito il processo dell’integrazione europea, che ha prodotto libertà e diritti, assicurando la dignità e la sicurezza del lavoro come uno dei suoi principali obiettivi”.

Non vogliamo evidentemente entrare nel merito di questioni politiche, ma, nell’anniversario della strage di Marcinelle, ci sia concesso rammaricarci del fatto che, dopo 62 anni, tali diritti non siano ancora concessi a tutti.

Al di là di situazioni di sfruttamento dei lavoratori e di scarso rispetto per la vita umana, c’è ancora molto da fare per la sicurezza sul lavoro, tanti sono i progressi portati avanti nel corso degli anni e tante anche le idee e le proposte per il futuro. È nostro dovere, in quanto cittadini e, ancor di più, in quanto professionisti, fare il possibile per la diffusione di una cultura della sicurezza, che consenta, insieme a una consapevole politica sociale, ai lavoratori e alle loro famiglie di guardare con fiducia al loro futuro e alla loro vita.