Il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità

È ormai noto quanto una cattiva gestione dei sistemi idrici negli edifici possa causare epidemie riconducibili alle condizioni delle acque. Contaminazioni sia di origine chimica sia di origine microbica possono esserne le cause. Ma i tipi di edificio, l’utilizzo dell’acqua e l’esito stesso delle malattie possono essere diversi. A ricordarlo è il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità dedicato alla sicurezza dell’acqua negli edifici. Un vademecum, traduzione italiana del più noto Water Safety in Buildings che, come recita l’introduzione, “fa parte della serie di documenti di supporto che forniscono indicazioni sull’attuazione di Linee Guida per la qualità dell’acqua potabile” diramati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Valido supporto per il controllo e il miglioramento della qualità e della sicurezza dell’acqua negli edifici, il rapporto rappresenta un aggiornamento culturale e scientifico utile in attività di controllo, prevenzione e tutela sanitaria. Si pensi a quegli edifici e/o complessi industriali o strutture con utenti e occupanti appartenenti alle categorie protette come bambini, anziani e malati per i quali è necessario  redigere un Piano di Sicurezza per l’Acqua. Per non parlare dei crescenti costi che possono derivare da un’inadeguata gestione dell’acqua in ospedali, scuole, strutture per l’infanzia, strutture mediche dentistiche, hotel, centri sportivi, centri commerciali e terminali di trasporto.
Tra gli argomenti trattati anche “le questioni affrontate dagli ingegneri e dai progettisti durante la pianificazione e l’attuazione di un piano di sicurezza dell’acqua (PSA), compresi la progettazione del sistema idrico, la valutazione dei pericoli e dei rischi e la tipologia dell’edificio.”
 
 
Qui il rapporto completo
 
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